sabato 17 novembre 2018

Marguerite Duras - Moderato Cantabile


Ho terminato adesso la rilettura di Moderato Cantabile di Marguerite Duras, rilettura sì perché evidentemente la prima volta non ci avevo capito molto, non ero pronta, non ho prestato attenzione..
Non è proprio un racconto in quanto non accade nulla. È un incontro, fortuito, in un bar, è un'agnizione che dura dieci giorni.
È accaduto qualcosa, fuori dalla scena, durante una lezione di piano. Una donna è stata uccisa in un bar, qualcosa di perverso.
La scena che si è presentata davanti agli occhi di Anne è come se la risvegliasse da un lungo sonno, Anna inizia a farsi domande e cercare risposte in uno sconosciuto, Chauvin, davanti a molti bicchieri di vino.
Anne è sposata, ha una bella casa, un figlio intelligente: tutto scorre armonioso nella sua vita finché un giorno non scopre cosa può essere davvero la passione.
E la brama, la insegue, la esplora. Le belle parole definite di cui si circonda usualmente, fatte di doveri e aspettative da soddisfare si fanno ambigue, i gesti rivelano il non detto in un crescendo emotivo allucinato coinvolgendo il lettore che a tratti rimane incerto, incapace di comprendere se tutto quello che comprende si stia svolgendo realmente o sia solo frutto della sua immaginazione.
Il climax di tensione Duras lo raggiunge durante la cena elegante a casa di Anne: lei inappetente, distratta, ubriaca, Chauvin è fuori, passeggia, inquieto.
Nella loro lontananza non sono mai stati così vicini, mai stati così uniti, inconsapevolmente complici.
In questo racconto le azioni non sono importanti, le parole lo sono, ancor più i silenzi, le domande rimaste senza risposta. E' un racconto di immaginazione, di suggestione, di maternità e di desiderio.
E' il desiderio di andare oltre il racconto, oltre la quarta di copertina per scoprire cosa ne sarà di Anne, di Chauvin.
La grande domanda resta disattesa, al lettore il compito di proseguire la narrazione.

domenica 4 novembre 2018

Anne Bronte - Agnes Grey


Agnes Grey è uno dei personaggi più odiosi che abbia mai incontrato!
Il libro narra di una giovane donna che, desiderando di non pesare sulle ristrette risorse economiche della famiglia, decide di prendere servizio come governante / educatrice presso famiglie altolocate. Il romanzo è raccontato in prima persona perciò conosciamo i pensieri di Agnes, i suoi desideri, i suoi timori.
Ebbene dicevo che è il peggior personaggio femminile in assoluto che abbia mai letto: è terribilmente presuntuosa e orgogliosa, giudica tutti e spettegola sui membri della famiglia Murrey presso i quali presta servizio, il tutto presentato però come se lei fosse una bravissima donna e gli altri pieni di mancanze. È talmente pedante che ho iniziato a prendere in simpatia le viziatissime sorelle Murrey che in fondo ricordano l'adorabile Rossella O 'Hara.
Insomma a me ha dato l'impressione di un'autrice piena di frustrazioni.
Interessante è tuttavia il personaggio secondario di Matilde, la sorella minore delle Murrey, che ama trascorrere il suo tempo rincorrendo cani, cacciatori e conigli con la disperazione della madre.
📖📚📖
Un'idea con due citazioni:
✒"Non era simpatico neanche camminare dietro, e in tal modo confessare che riconoscevo la mia inferiorità: poiché mi consideravo una persona dabbene, su per giù come i migliori di loro, e desideravo che lo sapessero, e non pensassero che mi consideravo una semplice domestica."
✒ "Vidi ch'era di cattivo umore e trassi un piacere segreto dal fatto, non che fosse afflitta, ma che credeva di aver ragione di esserlo."

domenica 28 ottobre 2018

J.R.R. Tolkien - Racconti Incompiuti


Ce l'ho fatta! L'ho finito!
Yeeeeeeaaaahhhh!

Racconti Incompiuti di Tolkien non è un'opera che si legge tanto per: è un libro che si vuole leggere e portarlo a termine senza saltellare qua e là tra le pagine richiede un certo sforzo.
Perché?
Lo dice il titolo stesso: i racconti sono incompiuti e lasciano ahimé un senso di insoddisfazione: come andare a cena e fermarsi all'antipasto. La lettura dell'opera non è scorrevole in quanto ricchissima di note e rimandi all'SdA, allo Hobbit e al Silmarillon perciò se prevedete di leggerla assicuratevi di aver letto questi tre libri prima. Letto eh! I film non valgono! Ah, e assicuratevi di aver letto anche le varie appendici dell'SdA, soprattutto la A: gli annali dei re e dei governatori e tenete a portata di mano la B, la C e la E.
Di fatto è un libro scritto a de mani: Christopher Tolkien, figlio del Maestro e curatore di tutte le sue opere postume, riempie la metà delle pagine per ampliare quanto lasciato incompiuto dal padre: è un lavoro filologico certosino che obbliga il lettore alla continua consultazione di note e appendici. Il grosso difetto a mio parere è che le note sono poste dopo i vari capitoli cui si riferiscono, è una scelta che trovo faticosa per il lettore, se fossero a pie' di pagina sarebbe più scorrevole ma non ho capito se questa scelta è del curatore o della Bompiani.
Ammetto di aver faticato a portare a termine la prima parte dedicata alla Prima Era: Tuor e Turin non sono tra i miei personaggi preferiti, non lo erano nemmeno durante la lettura del Silmarillon.
Molto, molto, molto più interessanti sono i racconti della Seconda Era dedicati a Numenor: di questa isola, della sua geografia, tradizioni e popolazione questa è praticamente l'unica fonte compiuta, troppo lungo e ripetitivo è invece il racconto della Moglie del Marinaio, non stupisce che sia stato abbandonato. Anche la storia di Galadriel e Celeborn fornisce utilissime informazioni e curiosità, soprattutto sul carattere e sui pensieri di Galadriel, personaggio che personalmente mi incanta, curioso il fatto che viene narrato a proposito della sua chioma d'oro e d'argento: si dice che fosse di impareggiabile bellezza e che alla richiesta di Feanor di donargliene una ciocca dei suoi capelli lei abbia risposto per tre volte con un rifiuto. Rifiuto che invece non oppose al nano Gimli in partenza da Lorien.

Infine di grande interesse sono i racconti sulla Terza Era: gli ultimi giorni di Isildur prima di Campi Iridati e i racconti di Gandalf sulla formazione della prima compagnia, quella dello Hobbit e curiosità vere e proprie sui Druedain, sugli Istari e sui Palantiri che altrove non si trovano.

Non è dunque un'opera imprescindibile ma è un tesoro prezioso per gli amanti della Terra di Mezzo.

Nerdissssssssimo. 

sabato 20 ottobre 2018

Michail Bulgakov - La guardia bianca


La guardia bianca by Mikhail Bulgakov
My rating: 4 of 5 stars

Incerto. Come l'incertezza dell'oggi e del domani che bracca gli abitanti di Kiev. Uno strato ovattato ricopre la narrazione, come neve immacolata attutisce i rumori fuori e dentro.
Attorcigliato. Tra narrazioni, sogni, ricordi, avanti e indietro nel tempo e dalla realtà.
Apocalittico. Un'apocalissi lenta, attesa e respinta.
In attesa. Si attende come Drogo nella fortezza Bastiani. Si attende in casa protetti da tende color crema, circondati dai libri, il tempo scandito dai rintocchi dell'orologio. Fuori si vive, fuori si muore, dentro si aspetta.
Faticoso. Troppo lungo, troppo riflessivo, attorcigliato, fumoso. Bulgakov è nel 1925 un autore alla ricerca di sé stesso: di un modo per esprimersi senza soccombere davanti alla censura di regime ma se si osserva attentamente sotto la cenere delle tante, forse troppe parole, si scorge la brace, viva, che esploderà anni dopo. Postuma.

Il capitolo 5, poderoso, con la descrizione della morte a Kiev, anticipa il linguaggio e le atmosfere del Maestro e Margherita.
"Quindi ebbe inizio una vera e propria diavoleria, che si gonfiò e prese a saltellare come bolle di sapone.

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Gita di famiglia a Piobbico


Piobbico!


Cosa c'è ma da vedere a Piobbico?
Fino a poco fa credevo nulla di particolare a parte i brutti, si da infatti il caso che a Piobbico abbia sede il Club Internazionale dei Brutti, nato con lo scopo di maritare le zitelle oggi si dedica a sensibilizzare sui problemi dei brutti (sic).


Il Cortile d'onore del Castello

Un giorno poi, tra le notifiche di eventi su Facebook, trovo la Sagra della polenta alla carbonara e credendo si trattasse di polenta con guanciale mi sono incuriosita: la polenta piace a tutti e quando devi scegliere dove andare e cosa fare con al seguito due marmottine in età prescolare il capitolo cibo ha un'importanza rilevante.


Quasi contemporaneamente vengo a sapere che le Guide Turistiche della Provincia di Pesaro e Urbino organizzano per la mattinata una visita guidata al Castello Brancaleoni.
Perfetto!
Ci riempiamo la pancia, la testa e stanchiamo le gambe.


La torre dell'orologio.
Dall'esterno l'orologio corre in senso orario,
all'interno in senso antiorario., E' una rarità.
Il castello è un gioiellino apparentemente modesto che si è sviluppato nei secoli. Esempio di bellezza ed efficienza coniuga la praticità di architetture adibite a funzioni quotidiane di palazzo con delicate decorazioni, la disposizione è intrigante: 130 stanze attraverso le quali si passa da elementi romantici a quelli gotici, rinascimentali e barocchi; la disposizione ricorda un po' quegli esperimenti sui topolini in cui si mette una fetta di formaggio da un lato e il topolino deve attraversare il labirinto: ideale per curiosi, bambini e furetti.
La fuga delle stanze
All'interno le stanze un tempo adibite ai mestieri sono ora dedicate alla conservazione ed esposizione di attrezzature contadine: strumenti di lavoro di fabbri, contadini e carbonai e l'immancabile sala delle torture, vera o finta che sia è un'attrattiva di cui nessun castello può fare a meno. Al piano nobile troviamo sale sontuosamente stuccate e affrescate, principalmente con temi classici: c'è una camera romana, una greca, altre stanze invece sono state nel tempo ricoperte di intonaco bianco ma svelano frammenti di preziosi affreschi come quello delle due creature mitologiche  nella sala del trono (un drago e un minotauro?).
La visita prosegue nelle stanze dedicate al Museo Civico che si snoda in sette diverse sezioni delle quali la più interessante è sicuramente quella speleologica con lo scheletro ricostruito di un enorme orso delle caverne.
Ursus spelaeus. Ricostruzione dello scheletro

E' vivo il castello Brancaleoni di Piobbico, vivissimo. 
Animato anche dalla passione di una giunta comunale innamorata del proprio paese e del proprio territorio come traspare dalla guida di Sante Fini, ristampata e aggiornata e dall'epigrafe che l'accompagna: 
"L'affetto al luogo natio non si misura
dalla sua vastità o dalla grandezza
delle sue memorie: si ama e si vuole
in qualche maniera illustrato
sol perché è luogo natio."
- A. Tarducci -
Testi e immagini aggiornati alla data di pubblicazione di una guida turistica sono rari. 
E sono preziosi.

Il borgo medievale
Usciti dal castello per recarsi al centro storico si attraversa il Borghetto: un insieme di case tipicamente medievali caratterizzato da una struttura ad avvolgimento distesa sui fianchi della collina orientata verso il castello. Il Borgo sembra cristallizzato nel tempo, uno scorcio sul medioevo, incontaminato dal chiasso e dalla velocità della nostra epoca, tradito solo, discretamente, dai fili della corrente che corrono come lucertole da un palazzo all'altro. E' una poesia di pietra rossa e panna che va all'ingiù (o all'insù se lo si attraversa in senso contrario), immutato nei secoli accoglie e circonda il visitatore.

Il borgo medievale
Più in basso, seguendo il fiume, famiglie di papere e anatroccoli giocano, nuotano e pescano, ad avere le scarpe giuste ci si potrebbe avventurare per il sentiero dei folletti ma abbiamo solo buoni stomaci (cit.) perciò la gita termina con un'ottima polenta alla carbonara che il guanciale non lo ha mai visto: la carbonara infatti è semplicemente la catasta di legna sulla quale dondola il paiolo.
La carbonara e la polenta